tradimenti
Aria di mare, odore di peccato
21.04.2026 |
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"È un gioco di scoperte, di sapori forti e di una complicità carnale nata dal nulla, resa ancora più estrema dalla consapevolezza che, a poche centinaia di metri, la mia vita..."
Pochi giorni al mare, in aprile. Chi non fa una scappata ogni tanto al mare con la propria compagna o moglie? Ebbene sì, io l’ho fatto giusto pochi giorni fa. In una classica località di mare in Romagna, dove costa poco in questo periodo e si respira aria di mare che fa sempre bene. Arrivati in hotel, subito doccia e fuori a cena…. Hotel non tanto pieno visto il periodo, ma va bene così. Cena di pesce fantastica, bottiglia di Franciacorta e via andare. Dopo un paio di amari e passeggiata verso l’hotel visto che siamo stanchi, arrivati in hotel c’è gente fuori che chiacchiera e beve, e lei mi fa: "Se vuoi fermarti a bere qualcosa fai pure, io vado a letto che sono stanchissima….".Ed anche stasera non si batte chiodo, pensai, e accettai. Lei salì su ed io mi addentrai al bar, ordino il mio gin tonic e mi siedo fuori a guardare alcune ragazzine belle e già vestite con vestitini provocanti estivi, pensando che i miei "anta" cominciano a pesare. Tutto d'un tratto sento una voce dire: "Anche tu solo?". Io nemmeno guardando chi fosse risposi: "Eh già", e poi mi giro e mi trovo davanti Lei. Una donna non tanto alta, né bella, ma con un fascino alquanto particolare, un sorriso stampato ed un culetto piccolo e sodo (unica cosa che si intravedeva visto che sopra aveva il giubottino)…
Sorrido come un ebete e dico con una voce timida: "Se ti va ci facciamo compagnia", lei sorridendo accetta. Cominciamo a parlare del più e del meno, e salta fuori che sta lì con i genitori e siamo anche quasi vicini di casa, circa 20 km…. Una chiacchiera tira l’altra, e salta su con l’idea di fare un giro in spiaggia, ormai deserta visto che si è fatto tardi….
La spiaggia deserta
Mentre camminiamo verso l'arenile, il rumore dei nostri passi sull'asfalto lascia spazio al fruscio della sabbia sotto le scarpe. Il buio è interrotto solo dalle luci fioche del lungomare e la brezza di aprile punge appena la pelle, rendendo tutto più elettrico. Lei si sfila il giubottino con un gesto fluido, rivelando una canottiera di seta che aderisce perfettamente a quel corpo che avevo iniziato a divorare con gli occhi già al bar.
"C'è un silenzio pazzesco," sussurra lei, fermandosi proprio a ridosso delle file di lettini ancora impilati per la stagione. Si volta verso di me e i suoi occhi brillano di una malizia che non ammette repliche. Non aspetta che sia io a fare la prima mossa. Mi si avvicina, annullando ogni distanza di sicurezza, e sento il profumo del suo corpo mescolarsi alla salsedine. Le sue mani, calde nonostante il fresco della notte, scivolano decise sotto la mia giacca, cercando il contatto diretto con il mio torace.
Il mio pensiero va per un istante al piano di sopra dell'hotel, a mia moglie che dorme ignara, ma la scarica di adrenalina è troppo forte. Quando Lei mi attira a sé per un bacio, non è un bacio di cortesia: è un assalto. Le sue labbra sono morbide, esperte, e la sua lingua cerca la mia con una foga che mi mozza il respiro. Le mie mani trovano finalmente quel "culetto piccolo e sodo" che mi aveva stregato: la consistenza è ancora meglio di quanto immaginassi, marmorea sotto i jeans leggeri.
La spingo contro la parete di un capanno di legno, protetti dall'oscurità totale. Lei emette un gemito profondo quando inizio a esplorare il suo corpo con più decisione, sollevandole la canottiera per sentire la pelle nuda che scotta. Ogni suo movimento è una provocazione, ogni sospiro un invito ad andare oltre. Il brivido del proibito, l'idea di essere quasi a portata di voce dalla mia compagna mentre mi perdo tra le braccia di una sconosciuta incontrata per caso, trasforma quella notte in un'esperienza viscerale, un tradimento consumato nel cuore della notte romagnola che non dimenticherò facilmente.
Il riparo del capanno ci nasconde completamente. Lì, nel buio più totale, i sensi si amplificano a dismisura. Lei è un incendio: non c'è traccia di esitazione nei suoi movimenti. Si inginocchia sulla sabbia con una naturalezza che mi toglie il fiato, e sento le sue mani esperte lavorare con frenesia sulla mia cintura. Quando il contatto diventa diretto, il contrasto tra l'aria gelida della notte e il calore della sua bocca è una scossa elettrica che mi percorre tutta la spina dorsale. Chiudo gli occhi, le dita intrecciate tra i suoi capelli, mentre mi perdo in quella sensazione di piacere assoluto e proibito.
Ma non mi basta. La voglia di esplorarla è pari alla sua. La tiro su e, in un attimo, siamo uno contro l'altra, i respiri pesanti che si mescolano al rumore delle onde. La faccio voltare, premendo il suo corpo contro il legno ruvido della cabina. Le sfilo i pantaloni quanto basta per liberare quella curva perfetta che mi aveva ossessionato fin dal bar. La pelle è fredda per l'aria di mare, ma sotto le mie dita sento che scotta.
Mi abbasso su di lei, lasciando che le mie labbra e la mia lingua esplorino ogni centimetro della sua femminilità, inebriato dal suo profumo naturale e dalla salsedine. Lei inarca la schiena, le mani artigliano il legno sopra la sua testa, emettendo gemiti che cerchiamo di soffocare per non attirare attenzioni, ma la passione è troppo violenta per essere contenuta. È un gioco di scoperte, di sapori forti e di una complicità carnale nata dal nulla, resa ancora più estrema dalla consapevolezza che, a poche centinaia di metri, la mia vita "ufficiale" sta dormendo tranquilla.
In quel momento sulla spiaggia, non siamo più due vicini di casa o due sconosciuti: siamo solo due corpi che si consumano con una foga quasi rabbiosa, cercando di rubare alla notte ogni singola goccia di piacere possibile….
Continua…..
P.s. sempre se il racconto viene apprezzato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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